This must (not) be the place

Cammino per la strada semideserta di una domenica sera di paese, asfalto annacquato da pozzanghere e buche che nemmeno un biliardo. Non succede spesso che sia io quella che rimane, che fa la parte della figlia unica non essendolo, è una sensazione strana. Sono quella che ha spiccato il volo per prima, quella che si è meno legata e meno la ha vissuta questa terra aspra quanto bella e non ricordo nemmeno più le strade. Quando mi guardo intorno tutto è tremendamente cambiato nel suo rimanere identico a come lo ho lasciato vent’anni fa. Una vita. Fatta di case che sono rimaste inabitate e mostrano le crepe del tempo. La pietra leccese ha esposto la sua logica del tempo, fatta di buchi e consunzione. Le mie gambe disegnano programmi da feroci lezioni di step in questo stillicidio di passi carrabili: marciapiede, scivolo, marciapiede, scivolo, ad libitum.
Non so più stare qui, forse non sono mai stata capace di starci, probabilmente la grande città era nascosta sotto le mie suole da quei diciannove anni. Non sono mai stata abbastanza capace di parlare il dialetto o di essere così brava a indovinare il vento, come questa penisola impone.
Ho ingoiato i minuti di questa domenica seduta davanti al camino, guardando un film con mia madre, che molto presto ha preso a dormire, lasciandomi a pensare su una frase: This must be the place. E no, non lo è mai stato il mio posto, nonostante lo senta nelle vene, nonostante me lo sia tatuato, non è il mio posto. E mi spaventa il pensiero della possibilità di doverci tornare, ora che la vita non si sa bene che piega voglia prendere.
Non ho mantenuto nessun rapporto qui, con chi poi? Con quelli che mi hanno accusata di essere snob per aver lasciato il paese? Con quelli che hanno fatto scelte così diverse dalle mie? Perché per me realizzarsi non è mai stato sinonimo di casa-marito-figli? E allora sì, sono snob, e questo non è il mio posto.
Mi ha marchiata con la sua malinconia che nemmeno l’inchiostro sulla pelle ne sarà mai metafora sufficiente. Mi ha dato valori da donna che viene dalla terra, quella rossa, che produce e sporca, che ti plasma e ti sfama.
Non mi ha mai tenuta qua tanto da sentirla veramente mia. Queste sono le mie radici ma questo, no, questo non è il mio posto.

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