Amo

Amo la calma al mattino, potermi perdere dietro ogni piccolo gesto, non dover correre.
Amo l’odore del caffè, soprattutto mentre ancora dormo e arriva alle narici, sa di casa, di un gesto d’affetto.
Amo il rosso perché mi porta al colore della terra del Salento, bruciata dal sole, ma anche al calore, alla vita, ai tramonti urbinati sui colli.
Amo il primo bagno dell’estate, abituarsi all’acqua fredda piano oppure con un tuffo immediato, dalla scogliera che in un attimo attraversi tre elementi: dalla terra diventi aria e poi acqua.
Amo camminare a piedi scalzi, in casa, ma anche tra gli olivi quando qualcosa punge le piante dei piedi e ti senti viva.
Amo gli abbracci delle persone care tanto quanto odio il troppo contatto con gli sconosciuti. Ma due braccia care che ti accolgono sono la dimostrazione più pura della vicinanza.
Amo l’acqua bollente sulla pelle, sul collo, forte, calda al punto da venire fuori dalla doccia quasi bollita, ma rilassata.
Amo i paesaggi nebbiosi, quelli che hanno contrassegnato la mia seconda parte di vita. Dalle campagne lodigiane con i canali che correvano accanto alle strette vie, alla città che si lascia scoprire piano nei fumosi autunni e spiccano i colori delle foglie sugli alberi e nelle strade.
Amo le luci di natale, mi riportano all’infanzia, quando dietro il sedile della Simca bianco latte cantavano le canzoni di natale con mia sorella e mio fratello che faceva quel verso strano per ogni “jingle bells” pronunciato. Il mio naso sul finestrino appannato e disegnato – dovevo disegnare, ovunque – a vedere le luci sui balconi e rimanerne incantata. Al momento in cui mio padre arrivava con una cima sapientemente potata, da mettere nel vecchio secchio che prima ospitava la calce per chissà quale costruzione. Un lavoro di equilibrio coi ciocchi di legno per far stare dritta la fronda di pino, la scatola degli addobbi da aprire, la grotta di sughero fatta dal nonno, io e mamma campionesse mondiali, che dico universali, di montaggio di albero e presepe.
Amo la mia alba, quella che vivo ogni estate, come saluto al mio mare. Alzarmi nelle prime ore del mattino, inforcare la bici, sentire i brividi lungo le discese ancora umide di rugiada, sulle rocce corrose dal mare che se viene un giorno di tramontana fai fatica a contrastare il vento con il corpo. Stare lì, in completa solitudine a sentire il respiro mio e quello del mare andare all’unisono fino allo spuntare del sole dall’acqua. I primi cornetti alla crema e amarena da portare a casa, prima di salutare la famiglia, occhi umidi a ogni partenza.
Amo le mani, quelle di mia madre, testimoni di anni di amore espresso ai fornelli, ma anche di massaggi al vicks vaporub, quando ero raffreddata come oggi. Di carezze sulla testa che solo una madre sa come farle.
Le mani di mio padre, devastate da anni di cemento e lavoro nei campi e pesca per il piacere di stare ore davanti al mare, che dentro non ci può più andare. Di lavori di casa che tanto ci penso io e quando non ci riesco tiro giù due madonne per riuscirci meglio.
Le mani di mia sorella, che hanno sollevato dal dolore tante e tante persone, col suo saper conoscere muscoli e ossa e come alleviare le pene, che si sono fatte volere bene da tanti. Che mille volte mi hanno stretta forte, anche quando c’erano tanti chilometri a separarci.
Quelle grandi di mio fratello, che hanno afferrato i miei capelli per anni, che sono state (scolpito nella mia memoria fino alla fine dei miei giorni) l’unico rifugio del mio pianto in un triste giorno di settembre, all’estremo saluto per una delle persone più care della mia vita.
Le laboriose e noccose mani della zia che intreccia fili fino a farli diventare dei piccoli pezzi d’arte. Che impastano la pasta di mandorle in forma di pesci e agnelli che son delirio per il palato.
Amo le serate con i miei amici più cari, la sala da pranzo dove cerchiamo di trovarci almeno una volta la settimana a ridere fino alle lacrime tra cibo, vino e vodka, qualsiasi cosa stia succedendo nella vita, lì so di riuscire a ridere e sorridere sempre e ancora.
Amo la musica, elemento fondamentale della mia vita, per ogni persona e momento c’è una musica nella mia testa, non poterne fare a meno, la musica è il mio psicotropo, la mia vitamina, il mio coraggio, la mia gioia, ma anche le lacrime nei momenti peggiori, ché servono pure quelle.
Amo guardarmi quando sono felice e vedere come cambiano i lineamenti, come si accendono gli occhi.
Amo molto altro ancora e molto altro scoprirò di amare e non mi stancherò mai di allungare la lista e averla bene a mente, sempre, anche quando sembra che nulla valga la pena.

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2 thoughts on “Amo

  1. vagoneidiota December 15, 2015 at 6:44 pm Reply

    Delicato.
    Yass feat. Inaya day – bring it up

  2. szandri January 4, 2016 at 3:58 pm Reply

    Tanta bellezza nell’amore delle piccole cose 🙂

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