Degli incontri

Anni e anni di rapporti nati da incontri non fatti di sguardi, di un corpo, di fisicità. Ho iniziato già molto tempo fa a conoscere persone attraverso la rete da non trovarlo per nulla strano. Mi imbatto spesso in persone che non capiscono come sia possibile per tanti al giorno d’oggi creare rapporti, di qualsiasi natura, attraverso social o simili. Forse non mi riuscirà mai di spiegarlo e magari non ne ho nemmeno voglia.
Succede che si crea un’alchimia, a volte è reale, a volte si rivela una grossa bolla di sapone. E non accade anche per tanti incontri fatti tra le scrivanie di un ufficio, tra gli scaffali di un supermercato, davanti al bancone di un bar? Cosa c’è di così distante? Riesco solo a vedere i lati positivi, come la possibilità di scambiare largamente opinioni e idee a prescindere dalla fisicità, basarsi solo su quelle affinità elettive di letteraria memoria.
Al di là di questo è veramente difficile stabilire un primo contatto nella realtà negli ultimi tempi. Quand’è stata l’ultima volta che avete conosciuto qualcuno in una situazione sociale? Escludiamo gli amici degli amici, i nuovi colleghi. Parlo di un incontro fortuito dal panettiere, in fila alla posta, in un locale. Non so se per voi è lo stesso, ma io non me lo ricordo nemmeno più. La gente è guardinga, ha paura, è chiusa. Difficile che si lasci andare a un sorriso e una parola con uno sconosciuto e men che meno a creare un dialogo e rimanere in contatto. Perché sì, magari avete parlato tre ore con qualcuno durante un viaggio in treno, ma al momento nemmeno vi ricordate come si chiamasse il vostro temporaneo compagno di viaggio, sbaglio? Se sbaglio ne sono quasi contenta e farei collezione di racconti di persone che si conoscono, come lo fanno, dove sono arrivati.
E chissà che un giorno non ne faccia veramente un libro. Il libro sugli incontri della gente comune.
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9 thoughts on “Degli incontri

  1. Gintoki April 1, 2016 at 11:20 am Reply

    Io ho conversato con tante persone in treno di cui non so il nome, sono finestre di relazioni che nascono e muoiono tra due fermate, forse la propensione al dialogo lì nasce anche dal fatto che c`é, di fondo, quella consapevolezza che sarà una cosa con un termine, senza strascichi.

    • LaLetteraVi April 1, 2016 at 11:22 am Reply

      io son campione di asocialità sui mezzi: cuffie, libro o addirittura film e serie per i viaggi più lunghi.
      quindi avvalori la tesi per cui non si riesce più a creare rapporti e connessioni al di là delle solite cerchie?

      • Gintoki April 1, 2016 at 11:25 am

        Io non faccio testo, sono schivo. Anche se con gli sconosciuti parlo volentieri. Però se è con l’intento di creare una connessione, ecco, lì la cosa mi blocca e, sì, confermo la tesi.

  2. Ramocchia April 1, 2016 at 9:38 pm Reply

    Da quando sono mamma devo ammettere che la cerchia si è allargata volenti e parecchie volte nolenti… Ma é sicuramente una situazione che si arrovella su se stessa!

    • LaLetteraVi April 2, 2016 at 2:27 pm Reply

      Eh immagino! Abbastanza restrittivo come “campo d’azione”, ma pur sempre un modo di conoscere facce nuove. 🙂

  3. Tamara Viola April 3, 2016 at 3:34 pm Reply

    Credo fortemente nella bellezza e nell’autenticità dei rapporti nati in rete. Forse perché vivo da 4 anni con un rapporto nato in rete 🙂

    • LaLetteraVi April 3, 2016 at 9:12 pm Reply

      Credo che ormai siano veramente molte le coppie nate così, da un sondaggio su twitter prevalevano le coppie nate in rete 🙂

  4. Silver Silvan April 12, 2016 at 12:43 pm Reply

    Continuo a pensare, come una volta, che le potenzialità di questo mezzo siano enormi: l’idea di mettere in contatto persone lontanissime, sulla base di un interesse o di un sentire comune, è affascinante. Credo che l’unica possibilità di consolidare rapporti di questo tipo, però, abbia a che fare con la condivisione di valori simili: per quanto mi riguarda, l’aspetto più deludente di ogni tentativo di passare dal virtuale al reale è stata la totale mancanza di caratteristiche che reputo indispensabili all’interno di qualsiasi interazione degna di questo nome; come la correttezza, la sincerità, la lealtà nei confronti dell’interlocutore. A parole, le hanno tutti; nei fatti, pochissimi.

    • LaLetteraVi April 12, 2016 at 1:20 pm Reply

      Allora mi ritengo molto fortunata, avevo un altro blog, almeno dieci anni fa, che mi ha regalato rapporti di amicizia che durano ancora oggi.
      Altra esperienza con Flickr, le persone con cui esco regolarmente vengono da lì.

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