Pregi e difetti

Alcune relazioni somigliano alla domanda che alcuni ancora amano fare in fase di colloquio, pensavo oggi per una discussione avuta.

“Se si dovesse definire, se dovesse elencare quali sono i suoi pregi e difetti?”

Così accade in fase di conoscenza di scontrarsi su quegli aspetti che fanno di te la persona che sei.

Non ho mai avuto problemi nell’ammettere quali siano i miei lati meno piacevoli.

Sono pigra.
Non amo fare sport e la mia pigrizia non si limita a questo, dilaga anche nell’attitudine a passare ore, soprattutto nelle mattinate a casa, sul divano a vagare per social e – letteralmente – perdere tempo. Poi, se ho un proposito, riesco anche a darmi una mossa, ma la mia indole è quella.
Sono disordinata.
A me vedere la mia roba sulla sedia invece che nell’armadio non dà fastidio. Almeno fino a che non giungo a un punto di non ritorno, o ho ospiti a casa. Quando torno a casa con della posta indesiderata la appoggio su un lato del tavolo e lì giace fino a che non ho bisogno di quella parte di tavolo.
Sono permalosa.
Sono anche migliorata con gli anni, adesso riesco ad affrontare e fronteggiare meglio tutti quelli che – scoprendo questo mio difetto – ci prendono gusto e mi pungono fino alla reazione. Nel peggiore dei casi, la reazione, potrebbe essere fisica e non verbale.
Sono cacacazzi.
E scusate, ma non rende ugualmente dire un meno francese “rompiballe”. Lo sono per alcune cose in particolare, come la scrittura. Non riesco a sopportare lo stupro di certe regole della lingua, a meno che non si stia palesemente usando un idioma ignorante per creare atmosfera. Lo sono anche per gli impegni presi, da me o da altri. Ma qua sconfiniamo nella rigida richiesta di rispetto, non so se sia inquadrabile nel “cacacazzismo”.

E sì, qualche pregio me lo riconosco.

Sono una grande, suprema, ascoltatrice.
Potreste parlarmi di tutto, sono famelica delle vite altrui, non per pettegolezzo, perché amo le storie, il vissuto, mi immedesimo e ascolto, fino allo sfinimento.
Sono empatica.
Di conseguenza diretta alla mia passione per l’ascolto arriva l’empatia. Oh certo, è una grossa arma a doppio taglio, empatizzare a volte fa molto male, ma continuo a pensare che questo sia un pregio.
Sono comunicativa.
Ci si arriva col tempo a capire quando ciò che dici o scrivi sia gradevole e comprensibile per gli altri. Negli anni ho avuto molte dimostrazioni di apprezzamento. Certo non si può pretendere di essere sempre al massimo, ma sorrido quando qualcuno dei miei contatti che magari non si palesa con un commento o un like mi dice: “Lo sai, ti seguo sempre su facebook, mi fai morire!” Sempre che io non abbia frainteso e questo non fosse esattamente un complimento. Ma no, parlare mi piace quasi quanto ascoltare (ma qui il confine tra pregio e difetto è molto labile).
Sono generosa e diponibile.
I miei amici possono sempre contare su di me. Eh no, non parlo di soldi perché quelli purtroppo non abbondano mai, ma tutto quanto posso fare per chi mi è vicino lo faccio. Anche uscire in piena notte perché qualcuno è rimasto fuori casa.
Solo alcune delle note che compongono la sinfonia della mia personalità, a volte produce suoni un poco anomali, ma è solo perché qui è tutto, sempre, una continua sperimentazione.
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5 thoughts on “Pregi e difetti

  1. wwayne May 17, 2016 at 8:23 pm Reply

    Mi hai fatto tornare in mente questo splendido film: https://wwayne.wordpress.com/2013/11/21/guardatelo-2/. L’hai visto?

    • LaLetteraVi May 17, 2016 at 8:28 pm Reply

      No, ma rimedierò 🙂

      • wwayne May 17, 2016 at 8:29 pm

        Se ti va, poi fammi sapere come l’hai trovato. Se invece non dovessi più sentirti, per me avertelo fatto scoprire è già una grande soddisfazione. Grazie per la risposta! 🙂

  2. Fedifrago ® May 21, 2016 at 11:45 am Reply

    ahahahah …la lingua. Pensa che stavo iniziando ad uscire con una donna, anche piuttosto attraente, sino a che non mi ha scritto “xchè” in una mail. Dico, già mi irrita in un messaggio, ma in una mail quanto tempo avrà risparmiato evitando di scrivere per esteso “perché”.
    Dici che rientro nella categoria degli “scartavetratori” di maroni, o sono solo insofferente?

    • LaLetteraVi May 21, 2016 at 2:21 pm Reply

      Una categoria nella quale siamo compagni di banco, comunque la si voglia chiamare 😉

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