Un giorno ho pensato che nelle vene mi ci scorre il mare

 IMG_20150820_093521.jpg
Quell’abitudine di pensare al mare sulla sinistra, per essere nata sulla linea adriatica, guardando a sud, laggiù in fondo al tacco, prossimi a uno dei tanti Finis Terrae. Crescere credendo che il mare sia ovunque limpido che ci vedi i piedi attraverso e piccoli pesci a fare la corte alle caviglie. Sapere che esistono le rocce oltre le spiagge, imparare a camminarci anche a piedi nudi, in equilibrio, con le braccia aperte come per spiccare il volo da un momento all’altro. Anche lontano, trovarsi sempre la salsedine nelle narici, annodata tra i capelli. La tramontana ci ha fatto venire su impettiti, per riuscire a mantenere la stabilità sugli scogli, a guardare le onde crescenti. Le lezioni di nuoto che sono arrivate quasi in contemporanea con i primi passi, l’odore dei braccioli ancora presente nella testa, inebriante più della coccoina. La testa sotto il pelo dell’acqua a fare a gara a chi resiste di più, le voci dalla riva, “vieni fuori che dobbiamo andare”, proteste e bronci mentre tornavamo a casa su strade polverose a guardare le mani arricciate come fossero trofei. E poi crescere e conoscerlo come un amico della sera, tra i fuochi dei falò e qualche stella cadente, abbracciati a noi stessi per difenderci dall’umidità. E i tramonti, anche quelli, con i ricci appena pescati, da lavare in mare e mangiare direttamente dal guscio arricciando la lingua a evitare le spine, il sapore del mare negli spicchi sugosi e arancioni.
Mentre le stagioni cambiano non muta la voglia di avere davanti una distesa infinita, il colore che assorbe qualsiasi umore stia attraversando i tuoi occhi.
Torno due volte all’anno nella lingua di terra dai due mari, ho costruito riti per la sua presenza.
Ogni estate, il giorno prima di andare via, lascio che la brezza del mattino presto mi svegli, correndo in bicicletta per prendere il primo raggio di sole sul viso, nel silenzio irreale e che sarebbe impensabile qualche ora dopo.
Ogni natale, camminare sulle spiagge spianate e deserte, accanto a rami portati a riva dalle mille tempeste. Il freddo pungente fino dentro le ossa, mi faccio piccola per poterlo osservare nel silenzio, mentre le guance e il naso diventano violacei, ma rimanere e respirare con lo stesso ritmo con cui le onde si infrangono sulla battigia.
Io non ho mai imparato a nuotare veramente, mi muovo come viene, il tanto da riuscire a spostarmi dal punto a al punto b, eppure quel movimento ogni tanto lo faccio anche prima di addormentarmi qui, dove non si vede il mare, dove il mare mi manca di più.
Advertisements

Tagged: , ,

16 thoughts on “Un giorno ho pensato che nelle vene mi ci scorre il mare

  1. rodixidor May 26, 2016 at 12:34 pm Reply

    • LaLetteraVi May 26, 2016 at 12:38 pm Reply

      questa non la conoscevo. grazie 🙂

  2. Simone, quello di @purtroppo May 26, 2016 at 1:33 pm Reply

    Che bella cosa. Mi manca il mare che non ho.

  3. Ramocchia May 26, 2016 at 3:02 pm Reply

    Ogni parola nelle mie vene!!! 😘

  4. B. Polare May 26, 2016 at 3:16 pm Reply

    Ho sempre ritenuto che chi cresce sul mare venga su con una prospettiva diversa. Su tre lati si ha la terra da calpestare e su uno il mare, che ci ricorda che si può andare ovunque. Anche a me manca tanto il mio mare, ma anche qua, anche in mezzo ai palazzi, se mi manca so sempre dove cercarlo: mi volto verso ovest e so che là c’è il mio mare.

    • LaLetteraVi May 26, 2016 at 3:36 pm Reply

      Io devo allungare la vista più a sud possibile. e poi sospirare.

  5. Fedifrago ® May 26, 2016 at 5:26 pm Reply

    Il “mio” mare è quello del golfo di Trieste …però spesso penso di tornare a mangiare i ricci in riva al mare a Savelletri

    • LaLetteraVi May 26, 2016 at 8:49 pm Reply

      Mi mancano anche i ricci, non ne mangio da anni.

  6. Pinocchio non c'è più May 30, 2016 at 12:12 pm Reply

    Vivo da sempre in una città di mare, non riuscirei a vivere altrove, senza quest’odore di libeccio e salmastro. Sono sensazioni che non riusciamo a spiegare. Noi che il mare ce lo portiamo addosso.

    • LaLetteraVi May 30, 2016 at 12:17 pm Reply

      ed è difficile anche spiegare quando il mare ce lo hai lontano da tantissimi anni. si sopravvive, ma manca un pezzo.

  7. massimolegnani May 30, 2016 at 3:29 pm Reply

    Non hai bisogno di saper nuotare bene, tu il mare lo hai dentro piu’ che intorno 🙂
    ml

    • LaLetteraVi May 30, 2016 at 3:32 pm Reply

      è una cosa bellissima quella che mi scrivi 🙂

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Confessioni di una falena

(ma prima ero un vampiro)

Sciorteils

Mi garba scrivere racconti brevi. Dove meglio di qui, che non rompo i coglioni a nessuno?

AGRUMI

Spremute acide di una viaggiatrice sentimentale

io ricomincio da me

e ora siamo in 3...

Firstime in Boston

Pensieri disgiunti in universi congiunti.

Quarchedundepegi's Blog

Just another WordPress.com weblog

Pronti per cambiare il mondo

Druid Earyn - Pronti per cambiare il mondo

spinadirosa

non avere le idee chiare è un buon inizio per la conoscenza

Willy Worka

Lavorare all'estero non è mai stato così facile

alcuni aneddoti dal mio futuro

da grande voglio fare lo scrittore americano

DEMIAN

[Io ero un parto della natura lanciato verso l'ignoto, forse verso qualcosa di nuovo o forse anche verso il nulla, lasciare che si sviluppasse dal profondo, obbedire al mio destino e far mia la sua volontà, questo era il mio compito.] Hermann Hesse

Mela Kiwi Limone

piccole pillole quotidiane

Le storie sono ovunque

E gli altri che fanno? Sono normali?

# I Feel Betta

Autobiografia culinaria

Topper Harley

Uno, nessuno e ventitrè

CULTURA SALENTINA

Rivista di pensiero e cultura meridionale

Doduck

Lo stagismo è il primo passo per la conquista del mondo.

Music For Travelers

One good thing about music, when it hits you, you feel no pain (Bob Marley)

adoraincertablog

...un messaggio in bottiglia....

Ali di Velluto

per non perderla, falla tua per sempre

il bisogno di scrivere

Scrittore è chiunque scrive

Dovesei

Come What May

SLACCESCARPATE

Calcoli di una mente intollerante alla matematica

intorno

omerico, isterico, generico, chimerico, clisterico

Prigioniera_Del_Deserto

Portate Acqua per i miei Vasi Sanguigni

intempestivoviandante's Blog

Racconti, teatro, letteratura

Willyco

in alto, senza parere

Pinocchio non c'è più

Per liberi pensatori e pensatori liberi

MM - MERIDIAN MAURA

MM - Meridian Maura, un nuovo stato mentale al di là di ogni tradizionale linea di longitudine. Dopo tutto il fuso orario è solo un'illusione.

mammagisella

Mi nascondo in un blog da mamme per dire cose anche da non mamma

settembre

(come la sabbia del mare che si appiccica alle gambe)

Milano svelata

la città svelata a chi non la conosce ....ma anche senza veli

Pirofobia

Tutte le parole che non ho detto.

Il blog di Sevy

Lancio banane al di là delle staccionate

FEDIFRAGO ®

NIHIL CONSCIRE SIBI, NULLA PALLESCERE CULPA

orearovescio

scrivere è entrare nelle ore a rovescio

m3mango

Se vieni, è il miglior apprezzamento.

A Regola d'Arte!

spazio dedicato a tutti coloro che amano o odiano l'arte

MrsBean. pensieri e vita da mrsbean.

Pensieri di una diversamente giovane. Margherita Penza.

uaresovain

u probably think this blog is about u

3... 2... 1... Clic!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

baciati dall'ansia

Gente con più capelli che anima.

Occhi al futuro

Viviamo il presente per costruire in esso il nostro futuro

The Moment Between Moments

I'm always looking for the perfect moment..with photography I can make it last forever

%d bloggers like this: