Col nome giusto

Come fogli, in ordine sulla scrivania, arriva un colpo di vento e la finestra è spalancata, i fogli sparsi sul pavimento.
Sì, lo so, abuso con le metafore, ma è così che mi sono ritrovata. Quello che non si valuta mai abbastanza mentre ci si impegna in un cammino sono le interferenze esterne. E l’unica cosa sensata che si possa fare è cercare di renderle fruttuose per quelli che erano i tuoi propositi. Sfidarti in qualcosa che fino a ieri ti sembrava impossibile. Così adesso sto provando a rimettere in ordine questi fogli volati via all’arrivo di un messaggio che non mi aspettavo, al ritorno di qualcuno che credevi appartenesse al passato.
È più difficile saper dire di no e chiudere una porta o riaprirla animati da uno spirito diverso? È più facile mantenere un rancore che ti salva da ulteriori interazioni o saper perdonare e trovare nuovi nomi per un rapporto?

https://www.youtube.com/watch?v=TSVtelWfouQ

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18 thoughts on “Col nome giusto

  1. Prigioniera_Del_Deserto July 4, 2016 at 2:06 pm Reply

    E’ più facile mantenere il rancore e dire di no. Almeno lo è per me.
    Poi non è ovviamente detto che sia la scelta più giusta…
    Buona fortuna

    • LaLetteraVi July 4, 2016 at 2:29 pm Reply

      ce ne vuole tanta, insieme alla pazienza e a un po’ di buon senso che non sempre ci accompagna in certi frangenti.

  2. Ally July 4, 2016 at 2:08 pm Reply

    Mi sono ritrovata molto nelle tue parole perché, tempo fa, ero in una situazione per la quale la metafora che hai scelto sarebbe calzata a pennello.
    Difficile darti un consiglio, ma è importante valutare se chiudere quella porta è una risposta che poi diventerebbe definitiva. Se ti poni il dubbio, forse è perché in cuor tuo propendi per la seconda opzione, riaprirla dopo aver fatto ordine animata da uno spirito nuovo. Riuscire a perdonare credo faccia sentire più leggeri, i rancori sono una zavorra davvero ingombrante. In bocca al lupo per tutto!

    • LaLetteraVi July 4, 2016 at 2:31 pm Reply

      crepi, o viva, o grazie. in realtà credo di aver già scelto di socchiudere la porta a condizioni ben definite, ora non spetta più a me la “scelta”.

  3. szandri July 4, 2016 at 2:38 pm Reply

    Quoto Ally… io non sono mai riuscita a chiudere le porte, le lascio sempre socchiuse, ma tengo ben a mente che i rapporti possono cambiare, mentre le persone difficilmente mutano.

    • LaLetteraVi July 4, 2016 at 2:41 pm Reply

      è il modo in cui mi sto ponendo non sapendo bene cosa ne verrà. e incrocio le dita (per me, perché non mi faccia male).

  4. Fedifrago ® July 4, 2016 at 3:42 pm Reply

    Ho letto le tue risposte, e comunque il mio commento non cambia:
    Ogni situazione è differente, quindi non saprei cosa dire (ovvero esprimere la mia opinione, in quanto mi rifiuto sempre di dare qualsivoglia consiglio).
    In passato sono stato tentato di riallacciare rapporti terminati, in svariate sfere relazionali, ma poi ho concluso che i motivi per cui si erano incrinati e cessati continuavano a sussistere per cui ho desistito

    • Fedifrago ® July 4, 2016 at 3:44 pm Reply

      Accidenti al dito “invio” più veloce del cervello ….odio le ripetizioni, ed ho messo due volte nella stessa frase “per cui”. Facciamo finta che il secondo sia un “quindi” 😜

      • LaLetteraVi July 4, 2016 at 3:48 pm

        la lingua italiana non se ne avrà a male 😉

      • Fedifrago ® July 4, 2016 at 3:50 pm

        In effetti è sempre meglio di chi scrive “xké” (rabbrividisco)

      • LaLetteraVi July 4, 2016 at 4:01 pm

        ti avrei già interdetto e impedito di commentare su questo blog.

  5. B. Polare July 4, 2016 at 7:29 pm Reply

    Il problema quando si fanno progetti e tabelle di marcia è che ci dimentichiamo che il copione della nostra vita prevede anche altri attori. E non si può pretendere che gli altri rispettino i nostri pronostici, specialmente se non glieli comunichiamo. Però il perdono è tanta roba!!! Non si compra, non si improvvisa, non si simula. Il perdono viene da dentro e ci rende persone migliori.
    Ps: leggere “perdono” come “accettazione”, ‘che il perdono è un concetto veramente troppo Cristiano.

  6. massimolegnani July 5, 2016 at 8:58 pm Reply

    il rischio è riaprire la porta con i migliori propositi dimenticandosi perchè si fosse arrivati alla rottura ma ricordarsene di lì a poco, accorgendosi che nulla (e nessuno) è cambiato.
    ml

    • LaLetteraVi July 5, 2016 at 9:42 pm Reply

      La vera sfida è perdonare senza dimenticare e rimanere saldi nei propositi. Proprio perché è difficile, molto più che chiudere la porta e non affrontare il problema.

  7. kovalski July 6, 2016 at 7:38 pm Reply

    è difficile saper andare davvero oltre un rancore…

    • LaLetteraVi July 7, 2016 at 7:27 am Reply

      ti dirò, in generale non sono una persona rancorosa, il problema è più il timore di essere ferita di nuovo che non la difficoltà a perdonare.

    • kovalski July 7, 2016 at 4:48 pm Reply

      ma in fondo quello è parte dell’andare oltre un rancore…

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