Molte cose su di me

Mi hanno invitata a partecipare a una di quelle catene che andavano tanto di moda anche quando avevo l’altro blog, circa dieci anni fa (grazie yosaturnia). Mi piace fare di testa mia, per cui: salterò le undici cose su di me, che tanto ne abuso nella normale scrittura; risponderò come fosse un post piuttosto che un’interrogazione (e già in parte dico ben più di undici cose di me); non passerò il testimone a nessuno per spirito ribelle.

Le domande erano queste qui:

  1. Qual è il miglior libro di sempre?
  2. Qual è il miglior film di sempre?
  3. Dove vorresti vivere e perché?
  4. Che rapporto hai con il cibo?
  5. Il momento della giornata che preferisci e perché?
  6. Quale super-potere vorresti avere?
  7. Quanto è importante l’amicizia nella tua vita?
  8. Tre cose da portare su un’isola deserta o semplicemente in una vacanza dove non c’è il wifi…
  9. Qual è il tuo sport preferito?
  10. Per cosa vale la pena morire?
  11. La tua vacanza ideale?

E questo è ciò che ne è venuto fuori, scrivendo quasi a ruota libera, come spesso faccio nei miei discorsi:

Ho sempre avuto grosse difficoltà a decidere un libro su tutti, così come un film che mi piaccia più degli altri, ho sempre preferito cercare il lato belle di alcune cose. Forse è più facile dire delle cose che non mi piacciono affatto, anche se sono molte. Per esempio, appena penso a un libro che ho odiato penso subito a “Donna per caso”, perché è stata come una delusione da parte di un amico, come dire: Coe, da te non me lo aspettavo. Eppure ci sono delle frasi di quel libro che porto con me sempre (vedi, non ce la faccio proprio nemmeno a odiare):

“Noi diciamo sempre “Andiamo a bere qualcosa?”, come se l’atto del bere fosse il fine principale dell’appuntamento e la compagnia dell’altro un fattore meramente accidentale, tanto siamo timorosi di ammettere il nostro bisogno del prossimo.”

La stessa indecisione di sentimento mi prende riguardo un posto dove avrei vissuto volentieri, sembrerà banale, ma la cosa che mi viene più spontanea da dire è che mi sarebbe piaciuto vedere come sarebbe stata la me che cresce in Salento, che non se ne va, resta lì e lì lavora e ama e piange e ride e spera. O anche quella che dopo un matrimonio fallito torna alla terra natìa, o va altrove, magari all’estero. Ecco, questo sì che è un rimpianto: avrei voluto vivere in un paese straniero quando la sopravvivenza era relativa e le pretese meno alte, i legami con l’Italia meno impegnativi. Starmene sei mesi, un anno, un chissàquantotempo in una terra con una lingua che non è la mia, sentirmi ancora più lontana dalle radici e dalla mia zona di comfort. Misurarmi con una me che non conosco.

Non conosco nemmeno una me alle prese con le restrizioni alimentari di un paese che non è l’Italia. Sia chiaro, sono una buonissima forchetta, non sono una che mette la cucina italiana sopra tutto il resto, ma amo cucinare. Senza un motivo, in un qualsiasi giorno della settimana, celebro un rito, faccio una cenetta intima con me stessa. Magari una pasta col pesce, accompagnata da un vino da sorseggiare dal calice (no, non esiste il bicchiere della nutella per il vino, nemmeno se son sola). E queste cose come avrei potuto farle in un paese diverso dall’Italia? Ah sì, basterebbe avere molti soldi, avete ragione. E in quel caso appagherei almeno parte del mio sogno di assaggiare almeno una volta tutti i vini esistenti sulla faccia della terra.

Mangiare per me è un rito, quasi sempre, sarà perché ho perso tempo da piccola non mangiando, alimentata un paio di volte dalla flebo, sì sarà per quello. Tanto che per me la giornata non inizia se non faccio colazione. Sarei irascibile, una iena. Il risveglio io lo assaporo piano, lo vivo con lentezza e il silenzio è altamente gradito da eventuali ospiti. Sottofondo di notizie o musica, seduta sul divano, tazza sul tavolo alla mia sinistra, mi rilasso prima di prendere lo sprint, è come una sorta di adattamento al mondo graduale, il risveglio è il mio momento, che siano le 6 o le 11.

Durante i weekend, più che nelle giornate lavorative, questa mia pigrizia mattutina diventa letale. Colazione, divano, sigaretta, bagno e ritorno al divano, leggo, guardo social, gioco, fumo, divano. E la casa da pulire, che gli altri giorni è già tanto se lavo i piatti. E sogno il super potere di mettere a posto le cose col pensiero. Guardo la lavatrice e quella si carica e parte. Mi soffermo sull’aspirapolvere e quella fa il giro dei 40 mq non ignorandone nemmeno un centimetro. Fisso la roba sparsa per casa e quella ci pensa da sola a tornare al suo posto e mi salva per sempre dal mio disordine perisecolideisecoliamen.

Così magari sarei più ospitale con i miei amici e li inviterei a cena con tranquillità. Gli amici che sono la mia famiglia ed è una cosa bellissima poter cucinare per le persone a cui si vuole bene e adesso, al di là dello spazio ristretto, non riesco mai veramente a sentirmi totalmente serena e poterli avere intorno, ridanciani e chiassosi, nella mia casa, nel mio nido.

Sono loro che mi porterei su di un’isola deserta, i miei amici, della musica e dei libri. Che altro serve? Nemmeno uno dei venti costumi che compro compulsivamente trovandomi con più costumi che giorni di ferie.
Il massimo dello sport che faccio è sbatacchiare le braccia e le gambe, mantenendomi a galla, poi potrei oziare, beata, oddio ci vorrebbe anche qualche buon cocktail su questa isola deserta, ora che ci penso (cosa? no, non ho un problema con l’alcol). Ecco, alla fine è pure il ritratto di una vacanza perfetta. Amici, musica, mare, ridere fino alle lacrime. E sto.

E credo sia il sunto della vita, vivere per e con le persona con cui stai bene, creare tanti bei momenti che poi saranno ricordi, per farti sentire che la vita non è mai insignificante, che anche solo per una serata in cui hai sorriso e hai lasciato da parte i problemi, anche solo per quella ha senso la vita.

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16 thoughts on “Molte cose su di me

  1. rodixidor July 15, 2016 at 3:00 pm Reply

    Condivido con te il piacere della colazione mai tralasciata 🙂

    • LaLetteraVi July 15, 2016 at 3:06 pm Reply

      Nei giorni migliori amo armeggiare ai fornelli e tirar fuori cose come questa: https://www.instagram.com/p/BF-9TpFhXtH/

      • rodixidor July 15, 2016 at 3:09 pm

        I love you 🙂

      • LaLetteraVi July 15, 2016 at 3:11 pm

        (aspetto con ansia che qualcuno le prepari per me e me le porti a letto, ma niente)

      • rodixidor July 15, 2016 at 3:15 pm

        (non ti credo per niente) Fai delle belle foto, se corredi il tuo blog anche di quelle diventa ancor più ricco. 🙂

      • LaLetteraVi July 15, 2016 at 3:18 pm

        credici, farei a turno, ma ogni tanto una colazione a letto che goduria sarebbe?
        tendo a tenere separati i due mondi, soprattutto perché non sempre quello che sento fotograficamente è ciò che viene nella scrittura e viceversa. raramente ne ho messe anche qui. grazie comunque 🙂

      • rodixidor July 15, 2016 at 3:21 pm

        Forse sei troppo brava a preparare colazioni gustose perché qualcuno sia disposto a privarsene.
        Capisco il tuo punto di vista sulla scrittura, condivido che spesso la scrittura deve rimanere solo scrittura.

      • LaLetteraVi July 15, 2016 at 3:23 pm

        nah, da un pezzo non preparo colazioni per nessuno a parte me 🙂

      • rodixidor July 15, 2016 at 3:29 pm

        Ahimè, tanti non sanno che dolci risvegli si perdono 😉

      • LaLetteraVi July 15, 2016 at 3:48 pm

        sono una pessima pubblicitaria di me stessa.

      • rodixidor July 15, 2016 at 3:52 pm

        non direi …

  2. intorno July 15, 2016 at 3:02 pm Reply

    rompiamo le catene!

    • LaLetteraVi July 15, 2016 at 3:06 pm Reply

      Mi piace molto romperle.

      • intorno July 15, 2016 at 3:07 pm

        continuiamo così!

  3. B. Polare July 15, 2016 at 4:04 pm Reply

    Ho troppe cose da dire!!! E le ho già tutte dimenticate. Ma in fondo, sono bionda e spesso anche ubriaca, quindi ho l’alibi.
    Ti sei ripresa inserendo l’alcol nell’isola deserta, ma hai dimenticato le sigarette!!!
    E Coe! Che dire di Coe?! Meno male che è breve, almeno la delusione non è stata lenta. Glielo rinfaccerò per l’eternità quel romanzo. (Sappi che è appena uscito il seguito della famiglia Winshave)
    Siamo simili in molte cose mi sa 😉

    • LaLetteraVi July 15, 2016 at 4:06 pm Reply

      ci sono cose che anche senza raccontarsi a fondo percepisci, ecco, io l’affinità l’avevo annusata 🙂
      devo riprendere a leggere in maniera più costante, sono sommersa da titoli in attesa e mi si aggiunge anche il seguito della famiglia winshaw, non ce la posso fare.
      le sigarette, dai, facciamo che potrebbe essere un modo per smettere. violento (per chi sarebbe con me), ma un modo.

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