(Forse) odio l’estate

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All’inizio era fatta di mesi a servire gelati, a sorridere anche quando non avrei voluto, a contare i giorni perché finisse. Col vecchio proprietario che mi riaccompagnava a casa dopo mezzanotte e metteva una laida mano sulla coscia. Sprazzi di vita, inforcando la bici per le strade che all’epoca erano sterrate, quelle che passavano tra la palude e la pineta e portavano al mare. Era fatta di falò che i miei amici facevano in mia assenza, amori adolescenziali non vissuti, una responsabilità piombatami tra le mani troppo in fretta.
Poi è stata il tempo del ritorno a casa, carica delle valigie di un inverno all’università, ricordo ancora quanto pesavano. Ogni anno scolastico voleva dire un posto provvisorio dove vivere, che non sarebbe stato lo stesso l’anno dopo, ogni giugno caricare tutta la mia vita nelle borse e tornare in quella che rimaneva ancora Casa. E ancora gelati e gente e tavolini e le ferie degli altri, il piano bar che l’avrei ammazzatto quel pianista stonato e pagato. Mentre io i gelati non li mangiavo.
Quella del ’98 fu una stagione di transizione, il lavoro – ancora i gelati – a Rimini stavolta, la fontana coi quattro cavalli era la cosa che vedevo di più ogni giorno tra le esse e le zeta trascinate e contagiose. Sono sempre stata una spugna per gli accenti e in un attimo la mia lingua seguì involontariamente la scia formulando dei “grassie” di cortesia mentre contavo il resto per “uno scodellino con due gusti”. E il pedinatore, la più brutta esperienza della mia vita, quella frase formulata in pieno giorno mentre andavo per la mia pausa verso la pensione: “Sei fortunata che c’è tanta gente, altrimenti non sai che ti avrei fatto”. E chiudersi nella stanzina da Van Gogh, stretta e asfittica, non volerne uscire più. Avevo toccato la paura. E vennero i carabinieri e mi sentii incredula e rabbiosa di fronte a un “Finché non succede nulla non possiamo fare nulla”. Ehi bello, stuprami, altrimenti non mi credono! La rissa in Piazza Fellini, con le auto che si inseguivano e all’improvviso degli uomini ne uscivano e iniziavano a prendere a pugni (forse avevano anche dei bastoni, ma la mia mente tende a cancellare) la macchina che li precedeva. Orribile, tutto mi è sembrato orribile in quei due mesi, anche il mare di fango in cui solo una volta provai a entrare, uscendone non appena mi resi conto di non poter vedere i piedi attraverso venti centimetri d’acqua.
L’anno successivo, in un caldo e umido sette agosto, una scelta che non avevo ancora coscienza che fosse così importante: Milano, in tripla nella mansarda con quelle che pensavo fossero due amiche. E ancora un’altra gelateria, che fin qui è stata l’ultima della mia vita. Gli ultimi esami, mentre mi struggevo per chi mi prometteva amore e felicità da prima dell’arrivo e si dissolse prima che fosse settembre.
Seguì il 2000, sembrava importante a tutti, lo fu di certo per me. Giugno, Urbino, la discussione della tesi, l’incontro tra mamma e papà e quello che sarebbe poi stato mio marito ma che conoscevo da pochi mesi. E l’inizio di una convivenza acerba che avrebbe portato ai temporali dentro, quelli che ti fanno crescere e definirti una volta per tutte Donna.

Altre ne sono seguite, io non le ho amate mai abbastanza, ché l’estate per me è sempre stata difficile, mitigata solo dal poter ritrovare il mio amante vero, eterno e supremo: il mio mare. Voler fermare quell’istante, sospesa tra la terra e l’acqua mentre un tuffo ti fa pensare di poter volare e sorridi mentre i piedi, le ginocchia, il culo, la pancia, il seno, le spalle, la testa, velocemente scivolano sotto la distesa turchese: un atto d’amore dichiarato.

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26 thoughts on “(Forse) odio l’estate

  1. kovalski August 3, 2016 at 11:07 am Reply

    che gioiello leggerti attraverso le estati…e la vita…

    • LaLetteraVi August 3, 2016 at 11:07 am Reply

      che onore avere chi mi fa questi complimenti.

  2. Fedifrago ® August 3, 2016 at 11:24 am Reply

    Anche questa:

  3. intorno August 3, 2016 at 11:47 am Reply

    Io ci ho litigato nel 1985 con l’estate. Non che prima l’amassi alla follia, ci ho messo oltre venti anni per siglare una tregua. Adesso mi è indifferente. (quando ho letto il titolo del post ho pensato subito a Martino di cui ho il brano in mp3)

    • LaLetteraVi August 3, 2016 at 12:34 pm Reply

      ovviamente anche io ce l’ho sempre con me quel pezzo, nella versione di martino, credo anche in versione jazz di petrucciani.

  4. intorno August 3, 2016 at 11:48 am Reply

    Ad Urbino hanno studiato molti miei amici ed amiche e l’ho frequentata tanto nei primi anni 90. bella. bei ricordi.

    • LaLetteraVi August 3, 2016 at 12:36 pm Reply

      urbino è strana, fino a che sono stata lì non ero poi così contenta, è un paesone, sempre le stesse facce. ora ne ho molta nostalgia e prima o poi vorrei tornarci.

      • intorno August 3, 2016 at 2:17 pm

        i ritorni non fanno lo stesso effetto. una mia nipote ci ha studiato e ci sono tornato. ma è un’altra storia.

  5. Zeus August 3, 2016 at 1:21 pm Reply

    Bello questo ricordo d’estate, anche se triste e malinconico.
    Non so se, in questo scritto, ritrovo il senso del titolo… l’odio dell’estate… leggo altro e, insieme, anche un certo astio.
    L’estate non la vivo più da molto.

    • LaLetteraVi August 3, 2016 at 1:36 pm Reply

      è un polpettone di estati con il loro brutto e il loro bello. aspetto l’estate del riscatto, non è mai troppo tardi.

      • Zeus August 3, 2016 at 1:39 pm

        Sai cosa dicevano? La metto sul ridere…
        nasci
        anno di merda – aspetti quello dopo
        anno di merda – aspetti quello dopo
        anno di merda – aspetti quello dopo

        muori.

        Ehehehe

      • LaLetteraVi August 3, 2016 at 1:42 pm

        😀 (ci manca solo qualche bestemmia qua e là, non verso zeus, sia chiaro)

      • Zeus August 3, 2016 at 1:50 pm

        Ci mancherebbe!
        Una bestemmia qua e una là fa sempre bene, diminuisce la pressione 😀

  6. menteminima August 3, 2016 at 1:36 pm Reply

    E pensare che ho sempre amato profondamente l’estate. Ora non più.
    Bel post amaro

    • LaLetteraVi August 3, 2016 at 1:37 pm Reply

      magari vi siete solo prese una pausa.

  7. Gisella August 3, 2016 at 8:45 pm Reply

    Scusa ma mi è rimasta nella testa la mano del laido (…. bastardo….)

    • LaLetteraVi August 3, 2016 at 9:55 pm Reply

      Non so se sia stato peggio lui (passato ormao a miglior vita) o lo stalker minacciatore in realtà.

      • Gisella August 3, 2016 at 10:00 pm

        Peggio il vecchio laido. Tie’!

  8. rodixidor August 4, 2016 at 8:15 am Reply

    Balliamo? (ballabili estivi di tanto tempo fa )
    Bello questo post per a sintesi suggestiva ed emozionali che sa raccontarci delle estati della tua giovinezza.
    Io propongo un altro ascolto musicale. Buona Estate 🙂

    • LaLetteraVi August 4, 2016 at 8:54 am Reply

      Rimini è un eterno conflitto in me. De andré un amore eterno.
      Balliamo sì, e aspettiamo che passi l’estate.

      • rodixidor August 4, 2016 at 9:10 am

        Tutto passa … 🙂

      • LaLetteraVi August 4, 2016 at 9:18 am

        spero anche che tanto arrivi 🙂

  9. massimolegnani August 4, 2016 at 2:48 pm Reply

    Piaciuti molto il ritmo è il tono.
    ml

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