Firenze, lo sai.

Sto ancora mettendo a posto una valanga di pensieri, dubbi, paure, perplessità e scriverne non verrà forse facile, ma ne sento il bisogno.
Non dirò quanto era bella Lisbona, son tornata da quattro giorni e sembra passata una vita. Quando gli eventi ti travolgono anche un giorno solo sembra denso come l’olio.
Mi trovo a ridiscutere la mia vita, per com’è, per come è stata negli ultimi diciassette anni, più o meno. La crisi nella mia azienda serpeggia da anni, abbiamo attraversato due blocchi di licenziamenti che mi hanno procurato una gastrite e molte ore di sonno perse, le guance rosicchiate come faccio sempre quando sono tesa. Sono tornata a lavorare mercoledì e quelle che erano voci della chiusura della sede di Milano sono diventate sempre più consistenti. E potrei ritrovarmi catapultata a Firenze nel giro di un paio di mesi. Io a Firenze sono sfuggita già tanti anni fa, quando ci lavorava il mio allora marito e no, non voglio andare a viverci. Che tanto poi si sa che è una tattica per liberarsi di tanta gente senza che l’azienda ne soffra troppo. Io mi libererei volentieri di questa azienda che da dieci anni mi da sì da mangiare, ma mi fa tremare, non mi fa crescere, mi tiene incatenata a un lavoro che non amo particolarmente, con qualche piccola eccezione.
E mi ritrovo in ufficio in questo sabato mattina a organizzare una sfilata che vorrei fosse l’ultima, ma nel migliore dei sensi, quello in cui riesco finalmente a trovare un altro lavoro con cui fare nuove esperienze, sentirmi di nuovo viva e non continuamente minacciata, scoglionata, in preda al mal di stomaco. Non finisce mai.
Milano è casa mia, lo pensavo ancora senza il patema che sto vivendo, su un treno che da Sintra mi riportava a Lisbona. Diciasette anni in cui hai costruito rapporti, conoscenze, hai scelto delle case e l’ultima non sarà bellissima, ma è il nido. Diciassette anni che sono serviti a innamorarmi di una città, per niente facile, ma che ormai sento mia, che sta alla parola casa ormai più di quanto non ci stia il Salento. È una ferita lasciarla, una ferita che fa rotolare giù lacrime in tram mentre programmo una serata con amici e penso che presto non potrò più farlo. Perché è inutile prendersi in giro, la lontananza mette alla prova le coppie, figuriamoci gli amici. E non le voglio sentire le frasi di circostanza “Ma sono poche ore di treno” “Puoi andarci e continuare a cercare lavoro su Milano” “Ma Firenze è una bella città, ti troverai bene”. NO. Lo so che sono in una situazione semi privilegiata rispetto a tanti miei colleghi, non ho legami, non ho la famiglia, devo fare fagotto, i gatti sotto le braccia, e andare. Non è così semplice. Mi sento veramente come quando qualcuno ti molla e piangi nei posti in cui siete stati insieme e piangi nel supermercato e piangi anche per strada fottendotene di chi ti guarda e del mondo in generale. Se me ne andrò dovrò lasciare casa, so di poter contare su molte persone che potrebbero ospitarmi ogni tanto, ma cercare lavoro è già difficile stando qui, come può essere fattibile lontana così tanti km? Firenze e io abbiamo una storia che affonda le radici nella mia infanzia. Quella città era una visita annuale al Meyer, quando la vita mi stava scivolando dalle mani; è stata meta di viaggi di piacere (e sì, non dico che non sia bella); è stata la città dove non ho scelto di vivere e fare la moglie, la madre, la casalinga. Abbiamo mille conti in sospeso e vorrei rimanesse il posto dove passare dei weekend, quello è il posto che le ho dato nel mio cuore.
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29 thoughts on “Firenze, lo sai.

  1. intorno September 17, 2016 at 11:57 am Reply

    bentornata. o forse no. vedo che i problemi ti hanno accolta a braccia aperte

  2. intorno September 17, 2016 at 11:59 am Reply

    anche l’azienda dove lavoravo mi propose un trasferimento. In Salento 🙂
    E mi sono licenziato.
    Non ti resta che battere a tappeto tutta Milano alla ricerca di un lavoro stimolante. E tanti saluti a Firenze.

    • LaLetteraVi September 17, 2016 at 12:14 pm Reply

      Lo sto facendo da anni senza grossi risultati. Spero in una botta di culo di quelle enormi.

      • intorno September 17, 2016 at 2:03 pm

        Forse non lo facevi con la necessaria energia e convinzione. Adesso ci metterai più enfasi e ti appellarai alla buona sorte

  3. elisabettapend September 17, 2016 at 3:04 pm Reply

    ecco. dignene. io a firenze ci vado solo per picchiare l’Elisabetta.

    • LaLetteraVi September 18, 2016 at 9:03 am Reply

      E perché mai? 🙂 (A parte che Elisabetta si chiama anche la direttore delle risorse umane)

    • LaLetteraVi September 18, 2016 at 9:07 am Reply

      Era direttora, vabbè

      • elisabettapend September 18, 2016 at 10:31 am

        Non c’è rischio di sbagliare nonostante l’omonimia😂

  4. rodixidor September 17, 2016 at 3:27 pm Reply

    La vita è fatta di fasi, un periodo in un posto, uno nuovo in un altro, è anche un modo di rinascere. Chiudi la vita milanese inizi quella fiorentina 🙂

    • LaLetteraVi September 18, 2016 at 9:02 am Reply

      No no e no. Io sono una stanziale, una che ha bisogno di radici. Sono una che ha bisogno della città com’è città Milano.

  5. intorno September 17, 2016 at 5:33 pm Reply

    Stasera, quando esco dal lavoro, vado a riascoltare la Canzone triste di Graziani. Sono dell’umore giusto

    • LaLetteraVi September 18, 2016 at 9:02 am Reply

      Non volevo farti del male.

      • intorno September 18, 2016 at 9:27 am

        Non ti preoccupare, sono bravo a farmene da solo senza bisogno di aiuto

  6. 321Clic September 18, 2016 at 7:43 am Reply

    Quando ho deciso di mollare tutto per ripartire, ho escluso Roma che pure mi avrebbe permesso di restare a casa mia e fare la pendolare e mi sono data Milano come obiettivo. È stata una scelta quasi naturale, perché era la città dove c’èra più mercato per il mio lavoro, quella che dava più spazio alla fotografia in quanto arte, quella che mi poteva dare la qualità di vita che cercavo. Sto ricevendo molto di più di quanto pensassi di trovare, e quindi ti capisco bene, se mi dovessi trovare nella tua situazione sarebbe durissima.
    Però è anche vero che cercare lavoro a distanza è fattibile, coi mezzi che ci sono oggi. Di certo più oneroso e impegnativo perché mi è successo di fare Terni-Milano-Terni in macchina in meno di un giorno, di dover comprare il biglietto per il Frecciarossa il giorno prima e a/r fanno 180€, però alla fine ci sono riuscita. E Firenze è molto più vicina 🙂

    • LaLetteraVi September 18, 2016 at 9:06 am Reply

      Mi auguro di riuscire a farlo qui, di cambiare prima. Milano è una città difficile, ma quando te ne innamori ti si pianta nel cuore e non va più via.

      • 321Clic September 18, 2016 at 9:07 am

        È quello che è successo anche a me.

  7. intorno September 18, 2016 at 10:11 am Reply

    scrivere fa sempre bene

  8. Firstime In Boston September 18, 2016 at 2:08 pm Reply

    Ciao.
    Anni fa ho abbandonato un luogo in cui adoravo abitare. Spostandomi, sono capitato in un posto dove spendo meno, guadagno di più, ho più amici e ho meno difficoltà a reperire qualsiasi cosa. Eppure mi manca il mio vecchio “nido”, perché era un luogo dove avevo sempre sperato ad abitare e per me aveva qualcosa di speciale. Credo, da quanto ricordo, che poche città valgano Firenze, quindi in parte capisco le tue parole.
    In ogni caso, in bocca al lupo.

  9. Ramocchia September 18, 2016 at 8:51 pm Reply

    Cavolo Vale….

    • LaLetteraVi September 19, 2016 at 8:00 am Reply

      Eh Ramo, anzi se sai di qualcosa… anche se sono anni che mi sbatto per sta cosa e tu già sai.

      • Ramocchia September 19, 2016 at 8:22 am

        Eh sì…. Ma è davvero un periodaccio…

      • LaLetteraVi September 19, 2016 at 8:36 am

        da anni ormai, lo so. mi viene solo da piangere.

      • Ramocchia September 19, 2016 at 9:17 am

        😢

  10. szandri September 19, 2016 at 6:51 am Reply

    😦 Io spero che troverai un altro lavoro al più presto allora, che ti dia non solo la possibilità di restare, ma anche di rinascere!

    • LaLetteraVi September 19, 2016 at 8:01 am Reply

      sto incrociando anche le dita dei piedi! (oltre a mandare cv come fossero volantini)

  11. willyco September 23, 2016 at 11:16 pm Reply

    un problema elide l’altro, oppure si somma. mi piacciono le città medie, camminare a piedi o andare in bicicletta. Eppure ho viaggiato non poco per lavoro e non. Perché dico questo sapendo che la pensi diversamente? Penso che più che perdere si debba acquisire, la vita accumula, cambia, rende differenti tanto che il ricordo lo adattiamo all’oggi. Spero che tu trovi quello che cerchi, nel lavoro e nella vita. E che tu lo cerchi nel posto giusto.Per il resto credo che il positivo della vita sia già con te.

    • LaLetteraVi September 24, 2016 at 8:51 am Reply

      Grazie, è un pensiero che mi commuove. Un abbraccio.

  12. intorno September 24, 2016 at 3:05 pm Reply

    Se sopravvivi batti un colpo!

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